La resilienza della moda premiata agli Oscar del fashion sostenibile. Tra avatar, vip e la Scala come una giungla

Un Teatro alla Scala trasformato in una giungla incantata, un parterre di istituzioni e vip, dal presidente del Consiglio al sindaco di Milano ai grandi attori, e una parola d’ordine: resilienza. Questi i temi dei Green Carpet Fashion Awards, gli Oscar della moda sostenibile trasmessi ieri in digitale. A fare gli onori di casa, il presidente di Camera moda Carlo Capasa e Livia Firth di EcoAge, ma anche il sovrintendente della Scala Dominique Meyer e il sindaco di Milano Giuseppe Sala. La cerimonia ha visto la presenza di star come Sophie Okonedo, Colin Firth, Nomzamo Mbatha, Maisie Williams, Iman, Cate Blanchett e Lewis Hamilton, alcune delle quali sono apparse in forma di ologrammi. «Resilienza» è stata  la parola scelta dal premier Giuseppe Conte per parlare del made in Italy, in un videomessaggio trasmesso nella serata.

E poi i premi.  Il GCFA Visionary Award è andato all’attrice Zendaya, portavoce delle istanze in corso per aumentare sia l’inclusività che la diversità nella moda.

Il GCFA Responsible Disruption Award è stato assegnato al Progetto Quid che produce e distribuisce collezioni moda realizzate con tessuti di fine linea di prima qualità, offrendo opportunità di carriera a chi altrimenti avrebbe difficoltà a inserirsi sul mercato del lavoro; soprattutto a donne. In poco più di sette anni ha dato lavoro a 142 persone, di cui il 70% sono donne vulnerabili.

Sindiso Khumalo ha vinto il GCFA Best Independent Designer Award

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