Fedez dopo il Dpcm: «Sono inca***to ma voglio fare la mia parte». E annuncia un progetto per i lavoratori della musica

Fedez annuncia la pausa dai social, lo sfogo dopo il Dpcm: «Fa male vedere tutto questo, è ora di fare qualcosa di concreto». «Questa settimana forse sarò meno presente», così Fedez annuncia la possibile pausa dai social e, in un lungo sfogo su Instagram, condivide l’intenzione di concentrarsi su un progetto che aiuti il mondo della musica così duramente colpito dal coronavirus e dalle misure governative per fronteggiare la pandemia. L’ultimo Dpcm dà il colpo di grazia ai concerti e di conseguenza a tutte le maestranze. Per questo motivo, il marito di Chiara Ferragni ha scelto di scendere in campo con il desiderio di fare qualcosa di concreto.

 

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L’APPELLO Fedez ricorda da dove viene, ma ammette di non poter fare tutto da solo. Già alcune settimane fa, il cantante, aveva avanzato una proposta ai suoi colleghi e alle agenzie di booking per cercare di aiutare i professionisti del mondo dello spettacolo. Un appello che, dice, non ha avuto molto seguito. Il nuovo stop agli spettacoli dal vivo ha imposto un’accelerata.

 

LO SFOGO «Sento – scrive in una delle stories – che è arrivato il momento per me di rimboccarsi le maniche. Fa male vedere tutto questo e se c’è anche una piccola opportunità di essere d’aiuto voglio fare la mia parte senza stare a guardare. Questa settimana forse sarò meno presente perché voglio mettere la testa su un progetto che possa aiutare chi lavora nel mondo dei concerti, degli eventi e della musica in maniera concreta ma soprattutto con rapidità. Ho aspettato due settimane invano che qualcuno raccogliesse il mio appello perché non sarà una cosa che riuscirò a fare da solo, avrò bisogno di una mano da chi in questo momento ha strumenti e mezzi. Spero di riuscire a trovare dei buoni compagni di viaggio per realizzare quello che ho in testa.

 

IL SOSTEGNO E poi non nasconde il suo stato d’animo: «Sono i*******o, spaventato, confuso ma non voglio fermarmi, non voglio essere spettatore. Libertà è partecipazione diceva il maestro Gaber, quindi è ora di alzare il culo e darsi da fare. Non dimentico da dove vengo e per quanto possa contare sappiate che io ci sono. Un abbraccio a tutti».

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